Work - Reloaded

Lavori Entry-Level: come l’AI sta impattando l’inizio di carriera

Di E.U. - G2R Communication Specialist

L’AI sta cambiando il modo in cui entriamo nel mondo del lavoro

È una trasformazione silenziosa ma profonda, che tocca soprattutto i lavori entry-level: quei primi ruoli in cui, da sempre, si impara osservando, provando, sbagliando.


Per molti giovani, l’inizio è fatto di compiti semplici e ripetitivi, forse poco entusiasmanti ma preziosi: sono la palestra in cui si capisce come funziona un’organizzazione, cosa significa una scadenza, come si collabora davvero. Oggi, però, una parte crescente di queste attività è svolta dall’AI, e questo modifica la soglia d’ingresso.


I numeri descrivono il fenomeno con chiarezza: secondo la British Standards Institution (2025), il 39% delle aziende ha già ridotto le posizioni junior, il 43% prevede ulteriori tagli entro un anno e il 31% valuta soluzioni di AI prima di avviare nuove assunzioni. La Stanford University (2025) segnala inoltre che, tra il 2022 e il 2025, l’occupazione dei 22–25enni nei ruoli più esposti all’AI è diminuita del 13%.



I settori più esposti

I dati ci dicono che l’AI non sta ridisegnando il lavoro in modo uniforme: colpisce prima chi è all’inizio del percorso e in alcuni settori più di altri. 


Le ricerche citano tra le occupazioni maggiormente esposte:

  • gli operatori di customer service
  • le figure di contabilità e amministrazione
  • gli sviluppatori software 
  • alcuni ruoli del settore digitale (marketing, content, analisi dei dati)

In questi contesti l’AI automatizza i compiti “da manuale” che, per anni, hanno rappresentato la base dell’apprendimento sul campo. Al contrario, per i lavoratori più esperti negli stessi ambiti, o per chi opera in professioni meno esposte (come molti lavori di cura o di assistenza), l’occupazione tende a restare stabile.


Il rischio, se non ripensiamo l’ingresso nel lavoro, non è solo avere meno posti, ma avere meno occasioni per imparare. Per questo oggi diventa cruciale trasformare l’entry-level da insieme di compiti da smaltire a esperienza di apprendimento condivisa, in cui la tecnologia libera spazio e tempo senza svuotare di significato la crescita delle persone.



Ripensare l’ingresso nel mondo del lavoro

Ripensare l’entry-level vuol dire trattarlo come un vero percorso di apprendimento, il primo spazio di progettazione consapevole tra le persone dell’organizzazione e la tecnologia. In pratica significa:


  • Mentoring reciproco
    Una guida presente, con tempo dedicato, che aiuti a leggere ciò che l’AI non vede – contesto, relazioni, dinamiche – ma anche la disponibilità ad apprendere dai giovani nuovi strumenti, nuovi linguaggi e nuovi modi di interpretare il lavoro.

  • Responsabilità dosate, non scaricate
    Spesso chi è all’inizio si trova davanti a due estremi: o solo micro-task frammentati, o responsabilità scaricate in fretta. Ripensare l’ingresso vuol dire disegnare micro-progetti reali: compiti con un perimetro chiaro, un obiettivo esplicito, tempi sostenibili e un margine di errore accettato.

  • Curiosità e sperimentazione come regole del gioco
    Creare spazi in cui si possa testare un’idea, provare una strada diversa, rende l’ingresso nel lavoro meno scolastico e più vivo. L’errore, in questo contesto, non è solo insegnamento: è il luogo in cui diventa possibile la creatività.

  • Feedback regolari, non solo a fine anno
    Incontri brevi e frequenti per capire insieme cosa si è fatto, cosa si è imparato, cosa serve per il passo successivo. Questo aiuta a trasformare l’esperienza in consapevolezza, e a fare emergere prima i nodi che richiedono supporto.

  • AI come co-pilota, non sostituto
    L’AI può diventare una leva straordinaria per l’entry-level, a patto che non sostituisca il processo di crescita. Significa usarla per: preparare bozze, sintetizzare materiali, generare alternative. In seguito chiedere alla persona di fare il passo successivo: scegliere, adattare, contestualizzare.

Così l’ingresso nel lavoro smette di essere solo esecuzione e diventa un laboratorio di crescita unico, dove la tecnologia supporta il percorso, ma la direzione resta alle persone.



L’entry-level come infrastruttura di futuro

L’entry-level non è solo l’inizio di una carriera: è una parte essenziale dell’infrastruttura del futuro. È lì che prendono forma i modi di decidere, ascoltare, collaborare, ma anche quella fiducia e quella autostima che, nel tempo, si trasformano in competenza autentica.


In un’epoca in cui l’AI accelera tutto, scegliere di proteggere questo spazio significa prendersi cura delle persone e, insieme, della crescita dell’organizzazione.


Perché il modo in cui accompagniamo i giovani all’inizio del loro percorso riflette l’avvenire umano e responsabile che vogliamo generare.