Sostenibilità

Il packaging come scelta culturale. Una riflessione a partire da Movopack

Di Lorenzo Perre - Strategic Advisor – Business & Sustainability Transformation

Quando parliamo di sostenibilità, spesso lo facciamo partendo dalle soluzioni: nuovi materiali, nuove tecnologie, nuovi processi. Più raramente ci fermiamo sulle domande che rendono necessarie quelle soluzioni.

 

Il packaging è uno di quegli ambiti in cui la risposta è arrivata prima della domanda. Per decenni abbiamo progettato imballaggi sempre più efficienti nel proteggere, trasportare, comunicare, dando per scontato che il loro destino fosse quello di diventare rifiuto.

 

Ma se il problema non fosse come smaltire il packaging, bensì perché lo consideriamo inevitabilmente usa e getta?

È da questo cambio di prospettiva che prende forma l’esperienza di Movopack.

 

Rimettere in discussione ciò che diamo per scontato

In un’economia lineare, il packaging è un elemento transitorio: nasce per scomparire.In un’economia circolare, e ancor più rigenerativa, questa logica non regge più.

 

Movopack non si limita a proporre un imballaggio “più sostenibile”. Mette in discussione un’abitudine industriale profondamente radicata: progettare oggetti sapendo che avranno una sola vita utile. Il loro approccio suggerisce una domanda più ampia, che va oltre il packaging: quante altre cose progettiamo già pensando alla loro fine, invece che alla loro continuità?

 

Dal prodotto al sistema

La proposta di Movopack è interessante non solo per ciò che è, ma per ciò che implica. Un packaging riutilizzabile non è solo un oggetto diverso: è un sistema che richiede logistica inversa, responsabilità condivisa, coinvolgimento dell’utente finale. È un passaggio dal prodotto isolato al sistema di relazioni che lo rende possibile.

 

In questo senso, il valore non sta tanto nel contenitore, quanto nel modello mentale che lo sostiene: nulla è davvero “finito” quando è progettato per tornare.

 

Il ruolo del consumatore: da fine linea a parte del ciclo

C’è un altro elemento rilevante, spesso trascurato.
In questo modello, il consumatore non è più l’ultimo anello della catena, ma un attore del processo. Restituire un packaging non è un gesto eroico né un sacrificio: è una piccola azione che rende visibile il funzionamento di un sistema diverso. Un sistema in cui l’uso non coincide con il consumo, e la responsabilità non è delegata interamente a monte.È qui che il packaging smette di essere solo funzione e diventa educazione implicita.

 

Una governance efficace si fonda su dati affidabili. Senza qualità del dato, non esiste decisione informata. La rendicontazione di sostenibilità non è solo uno strumento di comunicazione verso l’esterno. È una base di conoscenza per il management e per il board, a supporto delle scelte strategiche.

 

Metriche chiare permettono di monitorare le performance, confrontare alternative, misurare l’efficacia delle azioni intraprese. La differenza si gioca sul momento in cui queste informazioni entrano nel processo decisionale.

Quando i dati accompagnano le decisioni e non le inseguono, la governance produce valore.

 

Impresa, coerenza, intenzionalità

Movopack è una Società Benefit e una B Corp, ma questi elementi contano relativamente se non sono letti come conseguenza di una scelta più profonda: quella di allineare modello di business e visione del mondo.

 

 “Abbiamo fondato Movopack per affrontare un enorme problema ambientale. Ogni anno in Europa si producono 80 milioni di tonnellate di rifiuti da imballaggio. Da qui è nata l’idea di rivoluzionare uno dei più grandi settori industriali, portando sul mercato una soluzione che elimina i rifiuti e crea valore per clienti, utilizzatori finali e comunità.”

Tomaso Torriani CEO e Co-founder Movopack

 

Nel racconto di molte imprese sostenibili, il rischio è sempre lo stesso: confondere l’impatto con la narrazione. Qui, invece, l’impressione è opposta. La narrazione emerge come effetto collaterale di una coerenza progettuale.

 

Dal packaging all’impresa rigenerativa

Osservare casi come Movopack è utile non perché offrano una soluzione replicabile ovunque, ma perché rendono visibile una possibilità.

La possibilità che anche elementi marginali come una scatola o un imballaggio, possano diventare leve di cambiamento culturale, se ripensati a partire dalle domande giuste.

 

In fondo, la transizione verso modelli rigenerativi non inizia dalle grandi dichiarazioni, ma da scelte progettuali coerenti, ripetute nel tempo.
E talvolta, inizia proprio da ciò che siamo abituati a buttare via senza pensarci.