Ci sono leader che amministrano il presente e leader che provano a ripensare il futuro. Indra Nooyi appartiene a questa seconda categoria.
Durante il suo lungo percorso in PepsiCo, culminato con dodici anni alla guida del gruppo, ha introdotto una visione che ha segnato un passaggio importante nel modo di intendere il ruolo dell’impresa: non più solo macchina di performance, ma soggetto istituzionale responsabile, capace di incidere sulla salute umana, sull’ambiente e sulla qualità della vita delle persone.
La sua filosofia, riassunta nel principio di Performance with Purpose (PwP), può essere letta oggi come una forma concreta di leadership rigenerativa: una leadership che sa nutrire, rigenerare, avere cura.
Dalle origini ai vertici della PepsiCoNata a Madras, oggi Chennai, il 28 ottobre 1955, Indra Nooyi costruisce il proprio percorso tra India e Stati Uniti. Studia al Madras Christian College, prosegue all’Indian Institute of Management di Calcutta e completa la propria formazione alla Yale School of Management.
Prima di entrare in PepsiCo, matura una solida esperienza nella strategia d’impresa: dagli inizi in India con Johnson & Johnson agli anni al Boston Consulting Group, fino ai ruoli in Motorola e ABB. Un percorso che la forma a leggere l’azienda come sistema, in cui mercati, finanza, prodotto, organizzazione e persone sono profondamente interconnessi.
In PepsiCo entra nel 1994. Negli anni successivi guida la strategia globale del gruppo, accompagna passaggi decisivi della sua trasformazione, diventa presidente e chief financial officer e, nel 2006, viene nominata CEO. Resterà al vertice fino al 2018, dopo ventiquattro anni complessivi in azienda e dodici da amministratrice delegata.
È proprio questa traiettoria a dare forza alla sua visione. Nooyi comprende che il vero rischio, per una corporation globale, non è soltanto perdere quote di mercato, ma restare ancorata a un’idea di successo non più adatta al tempo che cambia.
Performance with PurposeIl cuore del lascito di Indra Nooyi sta in un’intuizione semplice e radicale: la performance, da sola, non basta.
Con Performance with Purpose, Nooyi mette in discussione una delle convinzioni più radicate del management tradizionale: che il successo di un’impresa possa essere misurato soltanto dai risultati economici. La sua visione è diversa. Un’azienda può dirsi davvero solida solo se sa generare valore senza compromettere le condizioni che ne rendono possibile il futuro.
Nel memoir La mia vita, tutta, lo afferma con chiarezza: non si trattava di fare filantropia, né di aggiungere un capitolo di responsabilità sociale a un modello di business rimasto invariato. La vera sfida era trasformare il modo stesso in cui PepsiCo creava valore, legando il successo dell’impresa a tre imperativi precisi: alimentare l’umanità e le comunità in cui opera, rigenerare l’ambiente, avere cura delle persone che vi lavorano.
È qui che la sua visione incontra la leadership rigenerativa: la crescita non può più essere separata dalla salute dei sistemi che la rendono possibile.
Alimentare l’umanitàAlimentare, per Indra Nooyi, significava riconoscere che il rapporto tra prodotto e salute non poteva più restare ai margini della strategia organizzativa.
PepsiCo non immetteva sul mercato soltanto snack e bevande: contribuiva a orientare abitudini, consumi e stili alimentari. Da qui la scelta di intervenire sul cuore del portafoglio, mantenendo i prodotti Fun for you, come l’originale Pepsi-Cola e i Doritos, ma riducendo grassi, zuccheri e sale; ampliando al tempo stesso le opzioni Better for you, i prodotti a basso contenuto calorico come i pretzel e le bibite dietetiche, e rafforzando l’innovazione sui prodotti Good for you, come succhi, tè e farina d’avena.
La sfida era complessa, perché significava modificare ricette costruite per massimizzare il gusto. Ma proprio qui emerge il tratto distintivo della sua leadership: leggere quel vincolo come uno spazio di innovazione.
Rigenerare l’ambientePer Nooyi, rigenerare significava portare la sostenibilità ambientale dentro il cuore della strategia d’impresa. Acqua, energia, plastica, riciclo, agricoltura, emissioni: tutto doveva essere ripensato come una condizione della continuità del business.
Sotto la sua guida, PepsiCo lavora per ridurre l’uso dell’acqua e dell’energia, limitare la plastica negli imballaggi, rafforzare i sistemi di riciclo, aiutare i partner agricoli a utilizzare meno risorse nelle coltivazioni e investire in nuove soluzioni tecnologiche, dall’energia solare ai camion ibridi ed elettrici, fino a sistemi più efficienti per lavaggio e irrigazione.
Il punto era chiaro: nessuna impresa può dirsi solida se continua a crescere consumando le risorse da cui dipende.
Avere cura delle personeIl terzo pilastro è avere cura. Ed è forse il più radicale, perché mette in discussione il modo stesso in cui le organizzazioni guardano alle persone.
Nooyi lo riassume in una formula semplice e potente: quando si assume qualcuno, non si assume soltanto “un paio di mani”, ma una persona intera, con la sua vita, i suoi legami, i suoi bisogni. In questa frase c’è una critica netta alla cultura manageriale estrattiva, che riduce il lavoro a prestazione e le persone a funzione.
La sua idea è opposta. PepsiCo, nella sua visione, doveva essere un luogo di lavoro capace non solo di chiedere risultati, ma di creare le condizioni perché le persone potessero prosperare e conciliare lavoro e famiglia.
Nooyi comprende che attrarre e trattenere i migliori talenti sarebbe diventata una delle grandi sfide del futuro. Le nuove generazioni, intuiva, non avrebbero scelto un’azienda incapace di evolvere su salute, ambiente e cultura. Per questo la cura è una scelta strutturale, che riguarda la qualità della leadership e dei contesti umani che un’organizzazione è in grado di creare.
I risultati concreti di businessLa sua visione non ha sacrificato la performance, l’ha resa più solida nel tempo.
Nel Sustainability Report 2016, PepsiCo riportava 62,8 miliardi di dollari di ricavi netti e oltre 7 miliardi di dollari restituiti agli azionisti; nello stesso documento, il rendimento cumulato del titolo tra il 31 dicembre 2006 e il 31 dicembre 2016 risultava superiore a quello dell’S&P 500.
Anche nel 2017, ultimo anno pieno prima della successione, il gruppo ha registrato oltre 63 miliardi di dollari di ricavi netti e 6,5 miliardi di dollari restituiti agli azionisti, proseguendo al tempo stesso negli investimenti su portafoglio prodotti, sostenibilità ambientale e persone.
Nooyi ha dimostrato che sostenibilità, innovazione, cura del capitale umano e disciplina industriale non sono un’alternativa alla creazione di valore.
Una lezione per il futuroÈ nell’intreccio tra nutrizione, ambiente e persone che si misura la forza della sua visione. La sua leadership non separa performance e responsabilità, non oppone competitività e cura, non tratta il futuro come una variabile esterna. Al contrario, tiene insieme tutto questo dentro un’unica idea di impresa.
Una visione in cui crescere non significa consumare, ma rendere possibile più salute, più umanità, più futuro. |